mercoledì 28 dicembre 2016

Peace Chardonnay




Il 25 agosto 1866 Italia e Giappone firmavano il Trattato di Amicizia e nei 150 anni trascorsi dalla firma del trattato l'ambasciata italiana ha organizzato una serie di eventi culturali per commemorare le buone relazioni bilaterali.
Recentemente si è spento  a Milano il novantanne scultore giapponese Kengiro Azuma (Yamagata,1926), unico artista zen ad aver accettato un incarico artistico direttamente dal Sommo Pontefice della Chiesa Paolo VI.
La vita di Kengiro Azuma rispecchia il legame di amicizia tra Italia e Giappone iniziata con la Riforma Meiji: giovanissimo serve il suo paese in guerra come pilota della Marina Imperiale (kamikaze) e al termine del conflitto si  diploma in scultura  alla Tokyo National University of Fine Arts and Musice; nel 1956 con una borsa di studio arriva a Milano in Italia e diventa allievo di Marino Marini all’Accademia di Belle Arti di Brera.


L’artista giapponese inizia negli anni '60 la sua ricerca verso la cultura zen e nel periodo  storico del Concilio Vaticano II raggiunge la fama internazionale: Papa Montini commissionò la  realizzazione in bronzo del motivo iconografico della Santa Croce, per la Collezione d’Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani (1973); tra il Michelangelo nipponico e Paolo VI rimase un  intenso rapporto spirituale, testimoniata dal nucleo di opere donate dall'artista alla Collezione Vaticana.
 Il riconoscimento definitivo alla carriera artistica arriva nel 1995 con la decorazione Shijuhosho consegnata a Tokyo dall’Imperatore del Giappone.




 Per celebrare l' evento della beatificazione di Papa Montini (19 ottobre 2014), la Collezione Paolo VI ha organizzato una mostra dedicata  proprio allo scultore giapponese Kengiro Azuma: Papa Francesco non ha fatto mistero di ispirarsi al pontificato di Giovanni Battista Montini nella visione di Chiesa  Samaritana (Giubileo della Misericordia); Paolo VI   fu il primo Papa della storia a varcare i confini italiani per promuovere il dialogo e la pace nel mondo (discorso alle Nazioni Unite).
 L'azienda agricola La Montina in Franciacorta  deve il suo nome alla tenuta del nobile Benedetto Montini, avo del Pontefice Papa Paolo VI : la  superficie collinare di circa 72 ettari è dislocata in 7 comuni del bresciano, su terreni calcarei e argillosi e gode del speciale microclima del Lago d'Iseo; la produzione segue la rigida Disciplinare del Consorzio per la tutela del Franciacorta (Metodo classico).
 In occasione della conferenza stampa di presentazione della Milan Academy di Tokyo presso l’Ambasciata italiana, La Montina ha partecipato all'evento in qualità di official sparkling wine A.C Milan:il Franciacorta Rossonero è il Millesimato 2010 Brut Chardonnay scelto dal Milan e il famoso tenore  Masahiro Shimba è il testimonial in Giappone.




Il vitigno a bacca bianca Chardonnay è l’uva internazionale per eccellenza,  apprezzata per il fine  perlage e dotato di grandi capacità di invecchiamento:la terra d’origine è la Borgogna e per la sua versatilità  risente fortemente dello stile di vinificazione e si adatta perfettamente a ogni condizione climatica e tipo di terreno;infatti rientra tra i migliori spumanti del mondo e il suo colore oro è la peculiarità inconfondibile. La fermentazione e l’affinamento in legno conferiscono al vino un aroma speziato  e se la maturazione avviene in contenitori d’acciaio dona un’acidità più spiccata e una moderata  sapidità. All'olfatto presenta aromi di frutta fresca della fascia subalpina oppure di frutta tropicale se raccolto in zone climatiche più calde.

La produzione in USA e altri paesi del mondo è prevalentemente svolta mediante la fermentazione e l’affinamento in barrique, con  vini dal carattere più legnoso. A seconda delle tipologie lo Chardonnay si abbina a piatti a base di pesce.
Il premier giapponese Shinzo Abe  ha fatto tappa alle  Hawaii per commemorare le vittime dell'attacco a Pearl Harbor   al cimitero nazionale di Honolulu: il  giorno 1 Gennaio nel 2017  vi sarà la Giornata Mondiale della Pace per promuovere la non violenza come modello di politica universale.

Informations
La Montina
https://lamontina.com

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domenica 18 dicembre 2016

Merlot love



Love Merlot

Nel 2004 esce il film Sideways – In viaggio con Jack,  il viaggio di due amici tra le cantine della Santa Ynez Valley in California: Myles è un appassionato di vino in crisi depressiva (Paul Giamatti) e diventa protagonista di una scena esilirante al ristorante, in compagnia del suo amico attore Jack Cole (Thomas Haden Church),  la sua battuta  al vetriolo contro il Merlot da Dandy diventa mitologia e costerà ai produttori  di vino statunitensi la caduta delle vendite secondo gli studi di American Association of Wine Economists, a tutto vantaggio del piu internazionale e rinomato Pinot Nero.

In realtà la forza della varietà del Merlot è proprio la capacità di adattarsi con facilità a qualunque habitat e suo malgrado la sua diffusione è mondiale: questo vitigno ha bisogno di un terreno grasso e argilloso come quello della della Val di Cornia e Cortona della regione Toscana; il suo ingresso in Italia risale alla seconda metà dell’Ottocento e si ritiene che facesse parte della collezione della Scuola di Viticoltura e di Enologia di Conegliano.

La tenuta Bulichella si trova al confine con l’area di Bolgheri nel Comune di Suvereto (Li), nell’Alta Maremma Toscana: Hideyuki Miyakawa e la compianta moglie Maria Luisa Bassano decisero di acquistare un podere  negli anni '90 per vivere a contatto con la natura e avviare la pratica dell'agricoltura rigorosamente biologica e certificata Icea; il loro  pelligrinaggio ad Assisi ha ispirato sicuramente questa loro scelta di vita alternativa.

La  giovane Maria Luisa Bassano apparteva alla borghesia torinese (padre dirigente della Lancia) e nutriva un forte interesse per la cultura giapponese: dopo il conseguimento del diploma di lingua e cultura giapponese all'Ismeo parte per il Giappone e durante il suo soggiorno di studio prende consapevolezza della sua dimensione spirituale.

Al suo ritorno a Torino il karma della giovane viticoltrice si rivela completamente al Salone dell’Automobile di Torino del 1960: donna Marisa incontrò un giovane motociclista giapponese, Hideyuki Miyakawa, fondatore insieme a Giorgetto Giugiaro dell’Ital Design; da quel giorno non si lasceranno più e daranno vita a una grande famiglia allargata consacrata al vino e all'attenzione verso il prossimo.

Bulichella diventa un centro interculturale tra il Giappone e l’Italia con il progetto di sostegno sociale “New Start” in aiuto di giovani giapponesi affetti da isolamento sociale (Hikikomori).



Il Merlot di Bulichella prende il nome da Maria Shizuko, uno dei 7 figli della Famiglia Miyakawa e amministratrice dell’azienda dal 2005: è un etichetta speciale e ogni anno sono prodotte un numero limitato di bottiglie; la fermentazione avviene per lo più in acciaio mentre la maturazione in barrique con una permanenza standard intorno ai 18 mesi.

Il Merlot Maria Shizuko presenta una tonalità rosso rubino che con l’invecchiamento tende al violaceo, al naso è fruttato con note aromatiche di timo e al palato i tannini sono corposi e lascia la bocca vellutata con un retrofondo erbaco. Si serve con carni bianche o rosse alla griglia e in ogni caso non lungamente cotte.

Secondo Wine Business il Merlot piace al 49% degli americani  e oggi rimane il secondo vino più apprezzato in USA mentre per Sole 24  è un vino rosso particolarmente apprezzato in Triveneto a dispetto di Myles.



venerdì 2 dicembre 2016

Leonardo da Vinci 500 anni dopo in Francia


 

Il Chianti di Leonardo da Vinci


Il Ministro dei Beni Culturali  Dario Franceschini  ha inaugurato la Mostra di Leonardo  presso la sede dell’Ambasciata d’Italia a Parigi:in fuga dall'Italia e accolto dalla corte di Re Francesco I , dopo solo tre anni l'artista rinascimentale morirà nel Castello di Clos Lucé e verrà sepolto ad Amboise nella regione della Loira (1519).

I manoscritti leonardeschi rivelano un legame esplicito con il vino come ad esempio  la rappresentazione artistica del giovane Bacco e non solo: il mecenate Ludovico il Moro donò a Leonardo da Vinci una vigna di Malvasia ( Casa Atellani ) mentre stava  lavorando all'Ultima Cena nella Basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano; infatti il maestro nacque a Vinci in Toscana,rinomata terra del Chianti Classico Italiano.

Il Barone Ricasoli  iniziava a metà anni '90 un progetto ambizioso per rilanciare i vigneti nel Chianti Classico, in collaborazione con l’Istituto Sperimentale per lo Studio e la Difesa del Suolo di Firenze:il Chianti  ha radici antiche e l’azienda Ricasoli  a Castello di Brolio è impegnata da secoli nella coltivazione di una varietà di uve "storiche" come la Malvasia del Chianti: il vino Castello di Brolio 2006 Chianti Classico nasce dalla  selezione delle migliori uve di Sangiovese con rating '96 assegnato da Wine Spectator e Chianti Classico Riserva 1962 Barone Ricasoli Castello di Brolio è considerato vino di pregio.

Nella città di Vinci rivive lo spirito innovatore di Leonardo grazie alla fondazione delle Cantine Leonardo da Vinci : la cooperativa di  trenta piccoli viticoltori condivide  la  passione per il sangiovese; degno di nota la loro iniziativa di riportare in vita la Vigna di Leonardo  e far rinacere un nuovo Rinascimento del Chianti in Toscana. 




lunedì 28 novembre 2016

Il Testo unico del vino è legge

                

                  Testo unico del vino

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha confermato  l'approvazione definitiva di oggi alla Camera dei Deputati del Testo Unico del vino: una sola legge di riferimento  che semplifica tutta la normativa esistente.

La legge semplificata consentirà di snellire la burocrazia e aiuterà  a rafforzare la crescita di un settore economico che vale circa 15 miliardi, con immediati benefici per lo sviluppo locale: nei fatti si tratta di una operazione di revisione che coinvolge l'intero ciclo produttivo e il sistema di controllo della filiera.

Il Testo Unico comporta uno snellimento burocratico molto incisivo, riducendo contenziosi in tribunale e con la certezza di informazioni chiare riportate sull'etichetta delle bottiglie nel rispetto dei diritti del consumatore e nel segno di totale trasparenza.

A tutela del Made in Italy, esposto da sempre a contraffazioni, interviene questa legge innovativa: il risultato dei controlli alle aziende agricole verrà inserito nel registro unico dei controlli (RUCI) senza più distinzioni di categoria.

Nella riforma appena approvata in Parlamento si prevede anche la tutela dei vigneti storici localizzati in aree a rischio di dissesto idrogeologico, nella prospettiva di dichiararli  patrimonio dello Stato.

1700 anni dedicati a San Martino di Tours

A San Martino, ogni mosto diventa vino

L'anno 2016 segna 1700 anni di
Tradizione Cristiana legata alla festa di San Martino  che cade il giorno 11 novembre e coincide  con la festa della la vendemmia:
la tradizione associava la festa del vino al proverbio 'a San Martino ogni mosto è vino'.

Martino era un asceta  astemio ma col tempo il Santo divenne il protettore di coloro che si dedicavano anima e corpo al vino.

Le leggenda di San Martino

Martino di Tours nacque nel 316 a Sabaria, nella provincia imperiale di Pannonia (Ungheria) e con il padre soldato pagano trascorse l’infanzia a Pavia (ex capitale d'Italia).

E’ alla maggiore età che può collocarsi la leggenda di Martino a cavallo, che con la spada taglia in due il suo mantello militare, per riscaldare un mendicante infreddolito di Amiens:
la notte seguente Cristo gli apparve rivestito di quello stesso mantello.

San Martino è amico dei poveri e come San Francesco è  un modello di perfezione cristiana : il santo guerriero simbolo della generosità  cavalleresca e di rinunzia ascetica.

I sovrani di Francia  custodivano nel loro oratorio il mantello di San Martino, la sacra reliquia che accompagnava e proteggeva le armate  in guerra.

 San Martino morì l’8 novembre 397 a Candes-Saint-Martin e da quel giorno migliaia di comuni d'Europa legati al vino resero omaggio al Campione della Cristianità.

domenica 27 novembre 2016

Philip Mazzei



Philip Cabernet Sauvignon 
 
Il nobile Filippo Mazzei, noto in America  anche come Philip Mazzei, è originario di Poggio a Caiano in provincia di Pisa: il cosmopolita liberale e patriota americano nasce da una famiglia di viticoltori e viene considerato un pioniere della viticoltura italiana.

Da cittadino del mondo Mazzei fu testimone privileggiato della Rivoluzione Francese e partecipò in prima persona  alla guerra d'indipendenza americana a stretto contatto con l'amico Thomas Jefferson.

Thomas Jefferson traspone nella Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America un  frase di Mazzei che farà storia: «Tutti gli uomini sono per natura liberi ed indipendenti».

La sua avventura iniziò a Londra nel 1754,  dove riuscì arricchirsi con il commercio del vino nei circoli dell'alta borghesia: le sue idee libertarie ( e antipapali ) riscuotano la simpatia  di  Benjamin Franklin, la mente della Rivoluzione Americana e suo contatto a Washington.

Nel 1773 Mazzei si trasferì in Virginia attratto dalla prospettiva di fare il viticoltore nel nuovo mondo: Jefferson divenne socio in affari cedendo una piccola parte della sua tenuta di Monticello al patriota americano Mazzei;  Colle  è la prima vigna italiana nella colonia della Virginia (in ricordo di  Colle di Val d'Elsa).

La famiglia Mazzei è sinonimo di Toscana da ben 24 generazioni e in memoria dell'antenato patriota nasce il Cabernet Sauvignon  "Philip"  di Castello di Fonterutoli,  vitigno raffinato destinato all'invecchiamento e incrocio spontaneo tra Cabernet Franc (vitigno a bacca rossa) e Sauvignon Blanc (vitigno a bacca bianca).

Il Cabernet Sauvignon sollecita i sensi,  grazie ai suoi tannini che donano al vino struttura e vero trionfo dei profumi del bosco, soprattutto mirtilli, more e ribes.

Filippo Mazzei lasciò la Virginia e rientrò definitivamente a Pisa per  dedicarsi ai propri studi di orticoltura: negli ultimi anni della sua intensa vita fondò un circolo di liberi pensatori apertamente ostili a Napoleone Bonaparte.

sabato 26 novembre 2016

Robert Mondavi 50th Anniversary



Opus One
La Napa Valley celebra 50 anni di attività della famosa azienda vinicola Robert Mondavi, fondata dal pioniere del vino californiano di qualità e con tutti gli onori entrato a far parte della "Hall of Fame".

La famiglia di Robert Mondavi è emigrata da Sassoferrato (Regione delle Marche ) a Lodi  nello Stato della California dove  Cesare Mondavi acquisisce la Charles Krug Winery.

Robert Mondavi fonda la Woodbridge Winery a  Oakville nel 1966 ma a causa della crisi del 2007 la sua azienda viene venduta al colosso mondiale Constellation Brands.

L'Ambasciatore del Vino  fa un lascito un importante prima della sua dipartita: l'Institute Robert Mondavi presso il dipartimento Davis dell’Università della California.

Intramontabile rimane il celebre  Opus One, un vino creato nel 1979 in joint venture con la Baronessa Philippine de Rothschild: lei è proprietaria del famoso Chateau Mouton-Rotschild, (ex Château Mouton Brane a Pauillac)
Il vino è per composizione bordolese con un bland di vitigni internazionali allevati sul suolo vulcanico: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, Merlot e Malbec; la maturazione è di 17 mesi in barrique di rovere francese.

Opus One presenta un colore intenso e un mix di aromi: cassis, noce moscata, lamponie sottobosco.

Questo è il rating stilato da Vinous di Antonio Galloni:

1979 Opus One          93
1980 Opus One          95
1981 Opus One          91
1982 Opus One          90
1983 Opus One          92
1984 Opus One          80
1985 Opus One          88
1986 Opus One          91
1987 Opus One          94
1988 Opus One          92
1989 Opus One          89
1990 Opus One          90
1991 Opus One          92
1992 Opus One          90
1993 Opus One          90
1994 Opus One          91
1995 Opus One          93
1996 Opus One          90
1997 Opus One          95
1998 Opus One          93
1999 Opus One          92
2000 Opus One          91
2001 Opus One          92
2002 Opus One          95
2003 Opus One          90
2004 Opus One          93+
2005 Opus One          93+
2006 Opus One          89
2007 Opus One          96
2008 Opus One          94
2009 Opus One          94+
2010 Opus One          97
2011 Opus One          (89-92)
2012 Opus One          (92-94)


martedì 15 novembre 2016

Jefferson in Paris






 Jefferson in Paris


Il regista James Ivory ha diretto il film Jefferson in Paris con l'attore Nick Nolte (Lorenzo'soil) nei panni di Thomas Jefferson all'epoca del suo soggiorno a Parigi: all'approssimarsi della Rivoluzione Francese viene nominato ambasciatore degli Stati Uniti in Francia e porta con sé la figlia maggiore Patsy (Gwyneth Paltrow di Ironman) e lo schiavo mulatto James Hemings (Seth Gilliam di Elementary).
Jefferson è bene accetto dalla corte di Luigi XVI dove si invaghisce di un affascinante dama italiana sposata a un nobile inglese (Greta Scacchi )  e le chiede di seguirlo in America: la schiavitù nella società americana rende difficile la continuazione del loro rapporto; Jefferson fece una legge contro il commercio di schiavi  quando era governatore della Virginia.
Il futuro presidente è richiamato in America per ricoprire l'incarico di Segretario di Stato: ritornerà alla sua amata Monticello (Hemings fu affrancato) tra le braccia della sua schiava Sally Hamming (Thandie Newton di Mission Impossible II).
Thomas Jefferson è il 3º Presidente degli Stati Uniti d'America, padre della Dichiarazione di Indipendenza e il precursore del pensiero egualitario che ha ispirato il movimento dei diritti civili degli afroamericani: la sua esperienza parigina a contatto con gli illuministi fu importante per il futuro della democrazia americana.
Abramo Lincoln fece sua la politica dell'abolizionismo di Jefferson al momento della fondazione del partito repubblicano (GOP).
Il futuro presidente americano ebbe l'occasione di scrivere una guida dei vini per amici di Washinhton o meglio un diario del suo viaggio nel sud della Francia e nel nord d'Italia nel periodo in cui ricopriva l'incarico di ambasciatore yankee in Francia.
La New York Public Library ha ritrovato negli archivi storici una lista di vini che risale ai primi anni della sua presidenza: si parla di più di un centinaio di bottiglie a base Sangiovese da Montepulciano ordinate da un wine merchant a Firenze;  dal conteggio degli ordini risulta una spesa importante di migliaia di dollari.
Il sangiovese o "Sangue di Giove" è uno dei vitigni autoctoni più antichi d'Italia e si narra che il nome derivi da "Sanguis Jovis", nome attribuito da un monaco cappuccino del convento costruito sul Monte Giove: è un vitigno di fama internazionale e in California  viene coltivato in Napa valley e Sonoma County.
Il Vino Nobile di Montepulciano è un vino rosso DOCG che viene prodotto nel territorio del Comune di Montepulciano (Siena) da una selezione del vitigno Sangiovese (Prugnolo Gentile) e richiede un periodo di maturazione di almeno due anni: Adamo Fanetti è in assoluto il primo produttore di  Nobile di Montepulciano della storia; il vino è di colore rubino con un profumo intenso e floreale dal  sapore asciutto. 
Il sangiovese coltivato in Toscana comprende tra l'altro anche il Brunello di Montalcino e il Morellino nella zona di Scansano.
Il magnate Donald Trump si è appena insediato alla Casa Bianca e ha in comune con il presidente Thomas Jefferson la passione per il vino: prima di decidere di candidarsi alla presidenza e correre per il Partito Repubblicano, SuperTrump ha lanciato sul mercato il "Trump Wine" della “Trump Winery”, una delle più importanti aziende vitivinicole americane con base a Charlottesville in Virginia.
Jefferson era propenso a favorire la libera iniziativa in agricoltura in quanto lui stesso era viticoltore nella tenuta di Monticello in Virginia: la gestione del Trump Winery è nelle mani di Patricia Kluge, la ex  proprietaria che aveva ipotecato la tenuta a causa della recessione; anche Thomas Jefferson lasciò  la proprietà di Monticello piena di debiti e tutta la sua collezione di vino fu messa all' asta.
Thomas Jefferson  spronava gli americani a comprare la terra in nome della libertà e sembra proprio che Donald Trump lo abbia preso a modello e con lui tanti altri americani.



venerdì 4 novembre 2016

Tutto può succedere




  
Tutto può succedere 

Something's Gotta Give

Something's Gotta Give è un commedia sentimentale del 2003 diretto da Nancy Meyers, con Jack Nicholson e Diane Keaton, un inno alla terza età e alla gioia di vivere.
Harry Sanborn (Jack Nicholson) è un donnaiolo impenitente newyorchese over 60 che fa coppia con la giovanissima  Marin conosciuta ad una asta: lei è innamoratissima e propone al suo attempato partner un week end romantico nella casa al mare (Hamptons) di sua madre; la madre commediografa (Diane Keaton) ha un rapporto con un uomo più giovane (Keanu Reeves), un dottore  conosciuto al pronto soccorso.
L'antipatia di Erica per Harry movimenterà il soggiorno romantico delle coppie: alla fine del soggiorno Marin decide di rompere con il partner stagionato mentre  scoppia un autentica passione tra Erica ed Harry, ma non sono sempre rose e fiori.Tornato a New York  Harry si allontana da Erica e dopo un attacco cardiaco ritorna sui suoi passi e cerca di riconquistare Erica  a Parigi (e naturalmente trionferà il vino).
Jack Nicholson e Diane Keaton avevano già lavorato insieme e la storia raccontata nel film ha molte affinità con la vita reale dei loro protagonisti (la passione per il vino):l’attrice aveva detto in una intervista a Vanity Fair America che la sua idea di perfetta gioia era un bicchiere di vino rosso con ghiaccio.
 Diana Keaton incarna un sogno americano di donna legante e anticonformista,  attaccata alla propria libertà e al suo amore senza tempo Woody Allen: The Keaton è il suo vino  Syrah low cost , un idea imprenditoriale nato dal ricordo di un estate torrida a New York, passata sul  balcone a sorseggiare un calice di vino rosso (con ghiaccio); l'attrice ha insistito per il tappo a vite( tappo semplice) destinato a consumatori di vino non modaioli.
 Infatti New York é il laboratorio del  nuove tendenze e le enoteche vendono vino  prodotto da vignaioli di tradizione con il loro vitigno autoctono. Secondo l’indagine presentata  a Vinitaly dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), l’autoctono oggi é protagonista indiscusso del  mercato  enologico italiano .
 La statistica conferma che il 30% delle aziende vitivinicole in Italia è rappresentata da donne: la presenza in rosa contribuisce  a promuovere il vino e a valorizzare il Made In Italy;  la presenza “rosa” offre un contributo significativo alla crescita del settore vitivinicolo.
 La regione Sicilia ha saputo  interpretare bene il vitigno Syrah, ottenendo vini varietali (Nero d'Avola) molto richiesti dal mercato internazionale: Arianna Occhipinti  è partita da Vittoria per studiare enologia a Milano e quando è tornata in Magna Grecia ha scritto una nuova pagina del vino  Frappato (finita sul New York Times).
Il  syrah ha origine medio orientali  (dalla città persiana di Schiraz) ed è molto legato alla città  di Siracusa: è un vino di colore rosso rubino e dal profumo intenso e fruttato.
Lo Syrah  è proprio in Francia che raggiunge la sua massima espressione con l'Hermitage e Côte-Rôtie ( Rodano meridionale):la differenza tra la varietà a bacche piccole ( Petite Syrah) e quella a bacche grandi (Grosse Syrah) è legata alle concentrazione di fenolo (aroma più o meno intenso).
 The Keaton è un vino varietale di Syrah e Zifandel ( l'unione di uve diverse con lo scopo di creare un vino unico) e sembra molto diffuso in California : l'espressione migliore di ogni singola uva nel rispetto delle singole caratteristiche biologiche ed enologiche.
Il Petite Syrah è un vino da invecchiamento e Diane Keaton è giovane come il suo "The Keaton".

martedì 18 ottobre 2016

French Kiss





  French Kiss

L'autunno in Tv è un richiamo alla Francia e alle sue campagne, una carrellata di movies in cui i protagonisti delle storie sono degli alienati della città o dei fuggitivi ( il mio docente di sociologia li chiamava drifter,) ,che si giocano l'ultima carta ripartendo da zero come viticoltori.
Il tema del "ritorno alla terra", e proprio il  film "Franch Kiss" del regista Lawrence Kasdan , parla di come il vino può cambiare la vita a una donna innamorata, girato proprio in Francia.
Kate è un'a fidanzatina americana (l'attrice Meg Ryan di "Harry ti presento Sally" ) legata a Charlie , un canadese di Toronto, la cui storia finisce male: Kate viene scaricata dal suo futuro sposo per colpa del fascino parigino di Juliette; disperata ma decisa a riconquistarlo parte subito per Parigi e sul volo conosce Luc( l'attore Kevin Kline di " Un pesce di nome Wanda"), un Arsenio Lupen sgangherato in possesso di una collana rubata, che nasconde insieme a una radice di vitigno autoctono,nella fiduciosa speranza di acquistare un terreno nella sua amata terra del Loira e coltivare una vigna.
Luc nasconde la collana nella borsa della ragazza per non essere scoperto dalle autorità: Kate verrà derubata della collana all'Hotel George V, dove pernottavano Charlie e Juliette;a  Luc rimane solo la la pianta di vigna ma deve recuperare  la collana ad ogni costo: un commissario francese è già sulle sue tracce(l'attore francese Jean Reno di  "Chef" e "Ronin" )
Luc sfugge alla Gendarmeria e  sale sul treno per Cannes con Kate: invece di raggiungere Charlie e i genitori di Juliette in Costa Azzurra, Kate sosta nel Loira  nel paese natale di Luc, e qui il vigneron ladro svela a Kate i suoi progetti sulla vigna; Kate gli rivela che la collana è tornata in suo  possesso e potrà  aiutarlo nel suo progetto.. 
Alla fine la refurtiva verrà restitutita in  forma anonima e  Kate  capisce di amare Luc e rimarrà a fianco a lui per sempreper amore del VINO.

 L'Università di Bordeaux collabora con  la Università degli studi di Milano,da anni impegnata nella ricerca sui portainnesti e  finanziata di Winegraft (modello virtuoso di collegamento università e 9 produttori quali Ferrari, Zonin, Banfi): un progetto di innesto di talee di portainnesti nei vitigni di Cabernet e Merlot in Francia ( i più gettonati della Napa Valley), tornando ad occuparsi delle "radici" della vite, trascurata del mondo produttivo".

Corre l'anno 1519  il Re di Francia Francesco I  introdusse il vitigno romorantin (famiglia del Pinot) nei territori del dipartimento del Loire-et-Cher, un vitigno rimasto sommerso per anni fino  al momento della rinascita con l’AOC Cour-Cherverny: la leggenda vuole che pochi iniziati  lo hanno gelosamente custodito, fino all'arrivo di un "angelo del vino", la italianissima e ligure Laura Semeria, food expert e sommelier, ex studente dell'Universita degli Studi di Milano.

Laura si lega sentimentalmente ad un vigneron , come Kate (Meg Ryan) nel film France Kiss, e viene letteralmente rapita dal fascino del vitigno nobile romorantin e del terreno di Cheverny:sognatrice proprio come Kate e Luc, incorona il progetto di riportare in vita un vitigno dimenticato; nasce l'azienda Terra Laura con il suo vino, Cour-Cheverny Domaine de Montcy e oggi la donna italiana del vino è una francese di adozione.
Una Vigneron Italiana ha compiuto un vero miracolo e ha dimostrato che il "ritorno alla terra" è possibile ,l'amore esiste e si chiama VINO: un lieto fine proprio come nel Film "French Kiss" , dove Kate e Luc acquistano il vigneto in Francia e vivono felici.













domenica 9 ottobre 2016

Il profumo del mosto selvatico

 Il profumo del mosto selvatico




Per scrivere questo post ho trovato ispirazione in un capolavoro del cinema di  Hollywood anni '90, dove il tema centrale è la "comunità agricola e i suoi valori ancestrali": mi riferisco al film "il  Profumo del mosto selvatico", con protagonisti il giovanissimo l'attore Keanu Reaves nei panni Paul Sutton, un rappresentante di cioccolatini in crisi, e il mitico Antony Quinn nei panni del patriarca della comunità agricola messicana nella Napa Valley.
 Paul conosce una giovane di origine messicana, Victoria Aragon, figlia di un ricco viticoltore della Napa Valley, che possiede il vigneto modello "Las Nubes" (Le Nuvole).
La giovane aspetta un figlio illeggittimo e teme la reazione del padre, Alberto. Dopo una serie di contrattempi entrambi decidono di fingersi una coppia, con l'accordo che il ruolo dovrà durare solo per breve tempo.
Coinvolto nel  rito della vendemmia e dalla calda atmosfera ancestrale, Paul trova nella famiglia messicana della giovane un rifugio dal passato doloroso: a quel punto Victoria è costretta a confessare la verità su di loro al padre interpretato dal nostro simpatico Gianni Giannini; la cosa non viene accettata bene dal genero di Paul,che in preda alla delusione si ubriaca e appicca accidentalmente il fuoco al vigneto con danni irreparabili.
La pianta madre del vigneto sopravvive miracolosamente e Paul suggerisce che proprio quella pianta farà rivivere le terre. Alberto fa pace con la figlia e Paul può sposarla accettando di essere un buon padre per il nascituro.
Il  ritornare alla terra è un tema attualissimo e ben trattato dal compianto enologo e scrittore Luigi Veronelli nei suoi scritti, conservati dalla Fondazione che prende il suo nome e che porta avanti la sua eredità.
L 'agricoltura è l’unico settore in crescita, solo l’agriturismo enogastronomico porta in Italia 4,5 milioni di turisti all’anno e per salvarci dalla crisi  il ritorno a madre terra è l'unica soluzione a mio avviso, con benefici per le comunità locali.
Un numero sempre piu’ elevato di giovani decide di di scommettere sull’agricoltura, il tasso di crescita più elevato di tutti i settori, neppure la new economy ha questi risultati.
Secondo un’indagine Coldiretti, nel 2014 ben il 46 per cento dei giovani andrebbe a lavorare in campagna se avesse a disposizione un terreno: grazie soprattutto alla spinta venuta dalla Legge di Orientamento (la legge 228/2001), fortemente sostenuta da Coldiretti,  la strada è ora  aperta e i nuovi pioneri possono intraprendere un viaggio ricco di prospettive.
 La crescita del numero di contadini innovativi è il frutto del desiderio di vivere all'aria aperta e condividere i valori della comunità: l'agricoltura non è più vista come cenerentola, un lavoro duro per perdenti.
La riscoperta dei valori ancestrali dei nostri antenati, basati sulla condivisione e il ritmo delle stagioni sono catalizzatori di nuove e fresche energie che darà impulso al rinnovamento del nostro paese.
Il tecnologico Giappone ha preso questa strada da diverso tempo e può fare affidamento alla forza delle innovazione,perchè la crisi globale non ha fatto sconti neppure al Sol Levante.

I numeri del vino parlano chiari:

I dati della Coldiretti dicono che il +35% nel 2015 sono giovani agricoltori, il 30% di questi giovani ha un diploma di laurea e il 70% un diploma di scuola superiore.Il risultato è  le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più.
Tra le new entry giovanili nelle campagne, ben la metà è laureata, il 57 per cento ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74 per cento è orgoglioso del lavoro fatto e il 78 per cento è piu’ contento di prima.

Federdoc ha pubblicato le produzioni DOC 2015 per ogni regione e quimi limito a fare una breve sintesi intendendo con questo il valore del vino prodotto ai prezzi medi della borsa merci:

-vini DOC dell’Emilia Romagna prodotto di 139 milioni

-vini DOC in Abruzzo  un prodotto di 1.1 milioni di ettolitri prodotti

-vini DOC in Lombardia  un valore di  95 milioni di euro

-vini DOC in Piemonte e Veneto siamo a  1.6 milioni di ettolitri

-vini DOC in Toscana,  prodotto per 1.1 milioni di ettolitri

Gli esempi dimostrano che una  nuova generazione di  imprenditori agricoli saranno protagonisti del Made in Italy , ma il governo e le istituzioni dovranno impegnarsi maggiormente e magarsi rivedersi "A Walk in the Clouds" per convincersi ad aiutare giovani e donne a salvare il Bel Paese.




venerdì 7 ottobre 2016

A good year


A good year

La mia serata in Tv è stata rilassante e istruttiva per la messa in onda del Film di Ridley Scott "A Good Year",  perchè il film è ambientato nella splendida cornice della Provenza e riprone un tema di grande attualità:la scelta definitiva di lasciare un esistenza frenetica per consacrarsi alla terra e al vino, lasciandosi alle spalle tutto.

Il grande giornalista e gastronomo Luigi Veronelli aveva profetizzato il "ritorno alla terra" come soluzione ecosostenibile:  in tempi di crisi e di giovani in fuga all'estero, l'agricoltura rimane sempre una valida alternativa e andrebbe sostenuta con maggiore convinzione dalle istituzioni.

La sceneggiatura originale è tratta dal romanzo di Peter Mayle:
L'attore Russel Crowe (Gladiatore) interpreta magistralmente Max Skinner, un cinico broker londinese, che ha passato la sua infanzia da orfano  in Provenza presso lo zio Henry, enofilo per scelta di vita: alla sua morte  si ritrova unico erede della tenuta con vigneto Château La Siroque inizialmente vuole liberarsi di quella villa, indifferente ai richiami degli amici viticoltori francesi.
Max rischia di investire la bellissima proprietaria di bistrot Fanny Chenal, interpretata dalla stella del cinema francese Marion Cotillard, e sarà proprio questa donna del fato a trovarlo e tirarlo fuori dalla piscina  vuota in cui era caduto,  mentre fotografa la tenuta per i possibili compratori. 

Max decide di trascorrere una settimana nella tenuta dello zio, lasciando da parte gli affari della City Londinese, ma i suoi piani di svendere al miglior offerente l'eredità sono sconvolti dall'arrivo  di Christie Roberts ( Abbie Cornish, la  nuova Nicole Kidman):la ragazza americana dice di essere la figlia illegittima di Henry e grazie alla sua esperienza  in Napa Valley in California, concquista la fiducia della famiglia di viticoltori custodi dello Chateau.

Durante il suo soggiorno francese, Max si innamora di Fanny,la ragazza del Bistrot, passano insieme una notte ma non è facile per loro continuare a vedersi: la ragazza provenzale non vede un futuro nel rapporto con il cinico Broker della City;  invece arriva  il colpo di scena  con la decisione di Max  di rinunciare alla sua vita a Londra per amore;lui prende atto che il saggio zio Harry aveva voluto lasciare la sua tenuta per salvarlo da una vita arida ed egoista, che non poteva colmare il vuoto dei genitori persi da giovane.

 Il vino sconvolge la vita di Max ma  in positivo , perchè si riprende la sua vita e decide di rimanere alla tenuta  in Francia, affianco della sua amata  Fanny, questa volta per  aiutare  Christie ad avviare la sua  attività di viticoltrice della tenuta che ha ereditato dallo Zio Harry,un  finale di "ritorno alla terra."