martedì 18 ottobre 2016

French Kiss





  French Kiss

L'autunno in Tv è un richiamo alla Francia e alle sue campagne, una carrellata di movies in cui i protagonisti delle storie sono degli alienati della città o dei fuggitivi ( il mio docente di sociologia li chiamava drifter,) ,che si giocano l'ultima carta ripartendo da zero come viticoltori.
Il tema del "ritorno alla terra", e proprio il  film "Franch Kiss" del regista Lawrence Kasdan , parla di come il vino può cambiare la vita a una donna innamorata, girato proprio in Francia.
Kate è un'a fidanzatina americana (l'attrice Meg Ryan di "Harry ti presento Sally" ) legata a Charlie , un canadese di Toronto, la cui storia finisce male: Kate viene scaricata dal suo futuro sposo per colpa del fascino parigino di Juliette; disperata ma decisa a riconquistarlo parte subito per Parigi e sul volo conosce Luc( l'attore Kevin Kline di " Un pesce di nome Wanda"), un Arsenio Lupen sgangherato in possesso di una collana rubata, che nasconde insieme a una radice di vitigno autoctono,nella fiduciosa speranza di acquistare un terreno nella sua amata terra del Loira e coltivare una vigna.
Luc nasconde la collana nella borsa della ragazza per non essere scoperto dalle autorità: Kate verrà derubata della collana all'Hotel George V, dove pernottavano Charlie e Juliette;a  Luc rimane solo la la pianta di vigna ma deve recuperare  la collana ad ogni costo: un commissario francese è già sulle sue tracce(l'attore francese Jean Reno di  "Chef" e "Ronin" )
Luc sfugge alla Gendarmeria e  sale sul treno per Cannes con Kate: invece di raggiungere Charlie e i genitori di Juliette in Costa Azzurra, Kate sosta nel Loira  nel paese natale di Luc, e qui il vigneron ladro svela a Kate i suoi progetti sulla vigna; Kate gli rivela che la collana è tornata in suo  possesso e potrà  aiutarlo nel suo progetto.. 
Alla fine la refurtiva verrà restitutita in  forma anonima e  Kate  capisce di amare Luc e rimarrà a fianco a lui per sempreper amore del VINO.

 L'Università di Bordeaux collabora con  la Università degli studi di Milano,da anni impegnata nella ricerca sui portainnesti e  finanziata di Winegraft (modello virtuoso di collegamento università e 9 produttori quali Ferrari, Zonin, Banfi): un progetto di innesto di talee di portainnesti nei vitigni di Cabernet e Merlot in Francia ( i più gettonati della Napa Valley), tornando ad occuparsi delle "radici" della vite, trascurata del mondo produttivo".

Corre l'anno 1519  il Re di Francia Francesco I  introdusse il vitigno romorantin (famiglia del Pinot) nei territori del dipartimento del Loire-et-Cher, un vitigno rimasto sommerso per anni fino  al momento della rinascita con l’AOC Cour-Cherverny: la leggenda vuole che pochi iniziati  lo hanno gelosamente custodito, fino all'arrivo di un "angelo del vino", la italianissima e ligure Laura Semeria, food expert e sommelier, ex studente dell'Universita degli Studi di Milano.

Laura si lega sentimentalmente ad un vigneron , come Kate (Meg Ryan) nel film France Kiss, e viene letteralmente rapita dal fascino del vitigno nobile romorantin e del terreno di Cheverny:sognatrice proprio come Kate e Luc, incorona il progetto di riportare in vita un vitigno dimenticato; nasce l'azienda Terra Laura con il suo vino, Cour-Cheverny Domaine de Montcy e oggi la donna italiana del vino è una francese di adozione.
Una Vigneron Italiana ha compiuto un vero miracolo e ha dimostrato che il "ritorno alla terra" è possibile ,l'amore esiste e si chiama VINO: un lieto fine proprio come nel Film "French Kiss" , dove Kate e Luc acquistano il vigneto in Francia e vivono felici.













domenica 9 ottobre 2016

Il profumo del mosto selvatico

 Il profumo del mosto selvatico




Per scrivere questo post ho trovato ispirazione in un capolavoro del cinema di  Hollywood anni '90, dove il tema centrale è la "comunità agricola e i suoi valori ancestrali": mi riferisco al film "il  Profumo del mosto selvatico", con protagonisti il giovanissimo l'attore Keanu Reaves nei panni Paul Sutton, un rappresentante di cioccolatini in crisi, e il mitico Antony Quinn nei panni del patriarca della comunità agricola messicana nella Napa Valley.
 Paul conosce una giovane di origine messicana, Victoria Aragon, figlia di un ricco viticoltore della Napa Valley, che possiede il vigneto modello "Las Nubes" (Le Nuvole).
La giovane aspetta un figlio illeggittimo e teme la reazione del padre, Alberto. Dopo una serie di contrattempi entrambi decidono di fingersi una coppia, con l'accordo che il ruolo dovrà durare solo per breve tempo.
Coinvolto nel  rito della vendemmia e dalla calda atmosfera ancestrale, Paul trova nella famiglia messicana della giovane un rifugio dal passato doloroso: a quel punto Victoria è costretta a confessare la verità su di loro al padre interpretato dal nostro simpatico Gianni Giannini; la cosa non viene accettata bene dal genero di Paul,che in preda alla delusione si ubriaca e appicca accidentalmente il fuoco al vigneto con danni irreparabili.
La pianta madre del vigneto sopravvive miracolosamente e Paul suggerisce che proprio quella pianta farà rivivere le terre. Alberto fa pace con la figlia e Paul può sposarla accettando di essere un buon padre per il nascituro.
Il  ritornare alla terra è un tema attualissimo e ben trattato dal compianto enologo e scrittore Luigi Veronelli nei suoi scritti, conservati dalla Fondazione che prende il suo nome e che porta avanti la sua eredità.
L 'agricoltura è l’unico settore in crescita, solo l’agriturismo enogastronomico porta in Italia 4,5 milioni di turisti all’anno e per salvarci dalla crisi  il ritorno a madre terra è l'unica soluzione a mio avviso, con benefici per le comunità locali.
Un numero sempre piu’ elevato di giovani decide di di scommettere sull’agricoltura, il tasso di crescita più elevato di tutti i settori, neppure la new economy ha questi risultati.
Secondo un’indagine Coldiretti, nel 2014 ben il 46 per cento dei giovani andrebbe a lavorare in campagna se avesse a disposizione un terreno: grazie soprattutto alla spinta venuta dalla Legge di Orientamento (la legge 228/2001), fortemente sostenuta da Coldiretti,  la strada è ora  aperta e i nuovi pioneri possono intraprendere un viaggio ricco di prospettive.
 La crescita del numero di contadini innovativi è il frutto del desiderio di vivere all'aria aperta e condividere i valori della comunità: l'agricoltura non è più vista come cenerentola, un lavoro duro per perdenti.
La riscoperta dei valori ancestrali dei nostri antenati, basati sulla condivisione e il ritmo delle stagioni sono catalizzatori di nuove e fresche energie che darà impulso al rinnovamento del nostro paese.
Il tecnologico Giappone ha preso questa strada da diverso tempo e può fare affidamento alla forza delle innovazione,perchè la crisi globale non ha fatto sconti neppure al Sol Levante.

I numeri del vino parlano chiari:

I dati della Coldiretti dicono che il +35% nel 2015 sono giovani agricoltori, il 30% di questi giovani ha un diploma di laurea e il 70% un diploma di scuola superiore.Il risultato è  le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più.
Tra le new entry giovanili nelle campagne, ben la metà è laureata, il 57 per cento ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74 per cento è orgoglioso del lavoro fatto e il 78 per cento è piu’ contento di prima.

Federdoc ha pubblicato le produzioni DOC 2015 per ogni regione e quimi limito a fare una breve sintesi intendendo con questo il valore del vino prodotto ai prezzi medi della borsa merci:

-vini DOC dell’Emilia Romagna prodotto di 139 milioni

-vini DOC in Abruzzo  un prodotto di 1.1 milioni di ettolitri prodotti

-vini DOC in Lombardia  un valore di  95 milioni di euro

-vini DOC in Piemonte e Veneto siamo a  1.6 milioni di ettolitri

-vini DOC in Toscana,  prodotto per 1.1 milioni di ettolitri

Gli esempi dimostrano che una  nuova generazione di  imprenditori agricoli saranno protagonisti del Made in Italy , ma il governo e le istituzioni dovranno impegnarsi maggiormente e magarsi rivedersi "A Walk in the Clouds" per convincersi ad aiutare giovani e donne a salvare il Bel Paese.




venerdì 7 ottobre 2016

A good year


A good year

La mia serata in Tv è stata rilassante e istruttiva per la messa in onda del Film di Ridley Scott "A Good Year",  perchè il film è ambientato nella splendida cornice della Provenza e riprone un tema di grande attualità:la scelta definitiva di lasciare un esistenza frenetica per consacrarsi alla terra e al vino, lasciandosi alle spalle tutto.

Il grande giornalista e gastronomo Luigi Veronelli aveva profetizzato il "ritorno alla terra" come soluzione ecosostenibile:  in tempi di crisi e di giovani in fuga all'estero, l'agricoltura rimane sempre una valida alternativa e andrebbe sostenuta con maggiore convinzione dalle istituzioni.

La sceneggiatura originale è tratta dal romanzo di Peter Mayle:
L'attore Russel Crowe (Gladiatore) interpreta magistralmente Max Skinner, un cinico broker londinese, che ha passato la sua infanzia da orfano  in Provenza presso lo zio Henry, enofilo per scelta di vita: alla sua morte  si ritrova unico erede della tenuta con vigneto Château La Siroque inizialmente vuole liberarsi di quella villa, indifferente ai richiami degli amici viticoltori francesi.
Max rischia di investire la bellissima proprietaria di bistrot Fanny Chenal, interpretata dalla stella del cinema francese Marion Cotillard, e sarà proprio questa donna del fato a trovarlo e tirarlo fuori dalla piscina  vuota in cui era caduto,  mentre fotografa la tenuta per i possibili compratori. 

Max decide di trascorrere una settimana nella tenuta dello zio, lasciando da parte gli affari della City Londinese, ma i suoi piani di svendere al miglior offerente l'eredità sono sconvolti dall'arrivo  di Christie Roberts ( Abbie Cornish, la  nuova Nicole Kidman):la ragazza americana dice di essere la figlia illegittima di Henry e grazie alla sua esperienza  in Napa Valley in California, concquista la fiducia della famiglia di viticoltori custodi dello Chateau.

Durante il suo soggiorno francese, Max si innamora di Fanny,la ragazza del Bistrot, passano insieme una notte ma non è facile per loro continuare a vedersi: la ragazza provenzale non vede un futuro nel rapporto con il cinico Broker della City;  invece arriva  il colpo di scena  con la decisione di Max  di rinunciare alla sua vita a Londra per amore;lui prende atto che il saggio zio Harry aveva voluto lasciare la sua tenuta per salvarlo da una vita arida ed egoista, che non poteva colmare il vuoto dei genitori persi da giovane.

 Il vino sconvolge la vita di Max ma  in positivo , perchè si riprende la sua vita e decide di rimanere alla tenuta  in Francia, affianco della sua amata  Fanny, questa volta per  aiutare  Christie ad avviare la sua  attività di viticoltrice della tenuta che ha ereditato dallo Zio Harry,un  finale di "ritorno alla terra."